16/11/2018 - 21:41

Federico Baccomo

>> Anna sta mentendo

Giunti

«Videogiochi, film, serie televisive, sono tutte declinazioni di un atto che è sempre lo stesso: la narrazione, o lo storytelling come va di moda dire. La narrazione oggi è un atto particolarmente pervasivo. Ci avrai fatto caso, non sono più solo gli artisti a produrre complessi narrativi. Lo fanno i pubblicitari, i giornalisti, persino i politici. Costruire un racconto, saperlo esporre, sta alla base del successo di uno yogurt ricco di fibre, di un reportage sulla Siria, delle elezioni comunali nell’ultimo paesino del Molise. Persino nella vita privata, fuori da ogni dimensione professionale o di intrattenimento, abbiamo cominciato a renderci oggetto di narrazione. Che cos’è la struttura diaristica di uno qualunque dei social media? Nient’altro che una forma più o meno sofisticata di racconto autobiografico. La comunicazione mediante storie non è mai stata così importante. Anzi, non importante: strategica. Intrattenere, educare, informare, esaltare un concetto, veicolare un messaggio: nulla è sottratto all’atto del narrare. Capisci quindi che indagarne i meccanismi, alla luce soprattutto delle recenti scoperte neurocognitive, può offrire una bella serie di vantaggi.»

«Ok» aveva sbottato Riccardo, «ma qui stiamo parlando di libri.»

«Beh? Che cos’hai contro i libri?» aveva chiesto il Professore.

«Io? Figurati se io ho qualcosa contro i libri, amo i libri. Ma è un dato di fatto che non contino più nulla. Leggere, Dio mio, è l’attività più fuori moda che ci sia. Ci fanno pure le campagne di promozione. Come i panda, proteggi i lettori. Ci manca poco che li facciano accoppiare.»

«Tu dici che leggere è un’attività fuori moda? Io ti dico che queste cazzate da editore in crisi puoi usarle per riempire i silenzi di qualche cena particolarmente noiosa quando hai esaurito i discorsi sui giovani che non si sanno più divertire e il nuoto che è uno sport completo. Con me, ti invito a risparmiarle.»

«Pensi davve»

«Ascoltami, Riccardo. Leggere è l’attività che Google, Facebook, Twitter e tutto il resto della banda hanno dimostrato essere la più redditizia della storia, bastava non mettere al centro i libri. È questo che editori e scrittori fanno un po’ fatica ad accettare. Non è ironico? I romanzi decadono, la parola scritta esplode. La lettura è morta, viva la lettura.»