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Lista incompleta degli ultimi omosessuali bruciati per sodomia a Milano

 

San Sebastiano, Gerrit van Honthorst, 1623

 

Piazza Vetra, piazza S. Stefano e piazza Sant’Eustorgio furono luoghi di esecuzioni capitali fino al Settecento. Il Registro dei Giustiziati di Milano riporta alcuni dei nomi degli uomini condannati al rogo per sodomia.

Uno dei maggiori sostenitori della condanna capitale era il Conte Gabriele Verri, avvocato e senatore milanese che a metà Settecento diede ordini di giustiziare numerosi omosessuali; il figlio di Gabriele, Pietro Verri, incoraggiò l’amico Cesare Beccaria a scrivere De’ delitti e delle pene, il saggio che nel 1764 – anno della penultima esecuzione per sodomia in Italia – avrebbe cambiato per sempre il concetto stesso di Giustizia.

  • Nicola da Germinà, di Desio – 9 agosto 1572
  • Giovanni Borgognone, di mestiere boia – 29 novembre 1584
  • Mario di Croce – 8 gennaio 1599 (a)
  • Gio. Batta Aricardi, di mestiere tessitore – 3 aprile 1599 (b)
  • Alessandro Cabiate – 14 agosto 1599 (c)
  • Vincenzo Alteato – 21 agosto 1606
  • Antonio Carcano – 22 settembre 1609 
  • Melchiore da Verè detto Il Franzosino, di mestiere pollirolo al mercato del Verziere – 15 febbraio 1611
  • Gio. Batta Rovida – 24 dicembre 1614
  • Domenico Facchino, detto Meneghino – 2 marzo 1615
  • Maurizio Lana, detto il Prè Strazzone – 10 ottobre 1615
  • Antonio Crotto, di Bergamo – 14 gennaio 1616
  • Orazio Visconti – 21 gennaio 1620 (d)
  • Giovanni Angelo Maggio – 19 agosto 1627
  • Nicolò Morello e Cesare Brunello – 22 luglio 1655
  • Tommaso Bigatto, di mestiere insegnante – 13 agosto 1657
  • Bernardino Restello – 6 febbraio 1662
  • Giuseppe Colombo – 20 dicembre 1664
  • Lorenzo Parosio – 28 luglio 1679 (e)
  • Giacomo Radaello detto il Marangone – 22 aprile 1692 (f)
  • Donato Brambilla, di mestiere ballottino – 15 febbraio 1727 (g)
  • Bartolomeo Luisetti – 12 aprile 1764 (h)

 

La ricostruzione di questa lista è stata possibile grazie al lavoro

dello storico Giovanni Dall’Orto.

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» Note
(a)(b)(c) Mario di Croce, Gio. Batta Aricardi, Alessandro Cabiate e un quarto cittadino di cui non si conosce il nome furono condannati in quanto “complici” (termine usato nel Registro dei Giustiziati) del senatore Francesco Sessa, che non fu processato
(d) Tre uomini “complici” di Orazio Visconti furono condannati a guardarlo morire sul rogo
(e) Lorenzo Parosio fu condannato per “sodomia attiva e passiva” e per aver scritto alcuni testi sull’omosessualità; i due ragazzi che avevano deposto contro di lui, suoi “complici”, furono condannati ad assistere all’esecuzione e incarcerati per dieci anni
(f) I “complici” di Giacomo Radaello furono frustati, poi esiliati da Milano e incarcerati
(g) Il “complice” di Donato Brambilla, Rocco Ajroldo, fu incarcerato
(h) La condanna di Bartolomeo Luisetti avvenne senza che il “reato” fosse stato provato; questo attirò l’attenzione di Pietro Verri sul sistema giudiziario del suo tempo