29/3/2020 - 14:18

Il racconto che ha vinto il Corso in streaming Raccontare la città

con Cristina Marconi, in diretta su BellevilleOnline dal 15 febbraio

 

 

Bando della Borsa di studio:

La città fa da sfondo a grandi romanzi della letteratura,  e in alcuni autori – da Hugo, a Zola, da Joyce a Dickens – la metropoli emerge con la vividezza di un personaggio, tanto da diventare vera protagonista della storia.

Fotografa la città dalla tua finestra e descrivila, a partire da ciò che vedi, in un testo di 2000 battute (spazi inclusi).

 

 

Racconto vincitore:

Una città sul mare

di Fiorenzo Foglia

 

“Uaglio’ ma i panni non li vedi?”

La signora Ranieri, la zitella che vive con la sorella al piano di sotto, dal suo terrazzo mi indica le lenzuola stese. Se c’è qualcosa che in questa città si trova sempre, penso, è qualcuno con cui litigare: troppi fastidi e troppo poco spazio. E poi c’è il mare: sembra sempre vicino, ma ti devi comunque fare una sudata per arrivarci e stai sempre lì a pensare oggi ci vado, ma poi non ci vai e ti irriti: e che fai, non te la prendi con qualcuno? Mi appoggio alla ringhiera e lascio cadere altra cenere dalla sigaretta. La signora strilla come una sirena, ma si misura e mi misura, e decide che è troppo vecchia per litigare e ha la sorella allettata a cui badare. Mi lancia un insulto e rientra sbattendo la portafinestra, e a me viene da sorridere.

Dal vicolo in basso sale una voce che cerca la finestra di Maria, e si porta il fresco dei sanpietrini bagnati dalle secchiate di chi ha lavato casa a piano terra. Sono quattro, cinque metri di spacco, sembra poco ma ci sta abbondante il mondo. Maria esce a rispondere sul terrazzino giusto di fronte al mio, il palazzo dall’altra parte del vicolo: attraverso gli infissi spalancati del suo appartamento vedo la graniglia a terra, le porte vetrate e i mobili raccogliticci. Arriva a prenderla per la vita un ragazzo, ridono e si baciano. Rientrano e abbassano le tapparelle: faranno l’amore. A me viene in mente nonna che mi alza un dito davanti e mi dice Dome’, dammi retta, ‘sta città non è fatta di pietra, è fatta di carne.

Guardo oltre i tetti le inferriate arrugginite e gli abusi che si salgono addosso per strapparsi un po’ d’aria, e le cupole a maioliche che regnano su tutto; si vede anche la fettuccia azzurra del mare tra le antenne. Magari ci vado, penso.

Ma tanto lo so che non ci vado.

 

 

Menzione speciale:

Il fresque

di Marco Pinnavaia

 

È dal 2000 che il pompiere col caschetto giallo sorregge quella scala per assicurarsi che il suo collega, tre piani più in alto, salvi il gatto nero senza cadere di sotto. Persino a Nosy Be c’è chi conosce la caserma di Saint Fargeau (metrò linea 3bis) e il suo fresque. È lì che Maurice incontrò la sua prima moglie – un’altra vita, lontana dalla spiaggia profumata d’ibisco – durante il tradizionale ballo dei pompieri del 13 luglio. Lei era una musicista iraniana che scappava dalla Rivoluzione e lui le offrì una sigaretta e la baciò sotto al fresque. Sgoccioli di anni ’70.

«Proprio accanto ai cavalli che trainano l’autocisterna a vapore», mi raccontò sulla veranda della sua cabane. Bevevamo rhum della Réunion e guardavamo il mare. Più ascoltavo la sua storia, più mi convincevo che c’è uno strano filo che unisce tutte le cose (e tra esse il Madagscar e le XXème arrondissement de Paris).

Così un pennacchio di fumo dipinto fuoriesce dall’autocisterna e si confonde con quello dei comignoli, lassù, sui tetti hausmaniani di rue d’Haxo. La strada sale dolcemente verso est, in direzione di Porte des Lillas (metrò linea 11, tram 3b). Il Picard, il Carrefour, Haxo Sushi e Pizza d’Haxo. Quando incontri qualcuno, o bonjour o salaam-alaikum. Pattumiere ovunque. Montando per la rue, le Habitations à Bon Marché dell’interguerra abdicano a palazzoni bianchi e grigi, che, se il cielo è un tappeto di nuvole, ci si confondono. Dietro l’angolo c’è rue Borrego e poi a destra in rue de Télégraphe, con 128, 497 metri, la vetta più alta di Parigi. Se salissi sulle torri dell’acquedotto, vedrei tutto ciò che non vedo da casa mia. I sette colli, i parchi pensili e una salamandra di tetti azzurri che dorme sulla città. Lassù il Sacre Coeur come una moschea, con il suo campanile-minareto. Parigi è una festa alla quale non sono stato invitato.

Me ne torno in rue d’Haxo, a fumare in balcone.

Penso a Maurice e alla sua musicista iraniana. La festa in caserma, loro che si baciano sotto al fresque.

 

 

>> Il corso di Cristina Marconi “Raccontare la città” inizierà il 15 febbraio su BellevilleOnline. Sarà in diretta streaming tutti i sabati dalle 10:30 alle 11:30 per 6 lezioni.

Leggi qui il programma del corso e scopri come iscriverti.

 

>> Sabato 1 febbraio alle 10:30 c’è la Lezione aperta gratuita, in cui la docente racconterà il corso in partenza e risponderà in diretta alle domande dei partecipanti.

È ancora possibile iscriversi alla lezione aperta qui.