21/9/2020 - 10:58

Un racconto di Amy Hempel, da leggere per imparare a scrivere

 

Amy Hempel è una scrittrice americana di racconti spesso brevissimi, allieva di Gordon Lish, l’editor di Carver, e amata da scrittori famosi come Chuck Palahniuk e Rick Moody per la precisione della sua scrittura, scarnificata, essenziale ed emozionante proprio perché circondata dal silenzio. Hempel, che oggi insegna scrittura all’Università della Florida, ha scritto di sé: «Ometto molte cose quando dico la verità. Lo stesso vale per quando scrivo». Come ha scritto sul Foglio, Gaia Manzini, che ha tenuto a Belleville un corso online sui fondamenti della scrittura: «Hempel ti abbaglia con le sue immagini cesellate, con un giro di frase e una situazione paradossale. Tutto si accende in modo imprevedibile.(…)  Nulla è chiaro davvero, tutto si muove sul filo di un’irresistibile ambiguità. (…) La sintesi della Hempel crea abissi e vortici, in cui siamo noi a dover completare l’immagine».

 

Amy Hempel durante un reading a The Wittliff Collections della Texas State University. Clicca per vedere.

 

L’agnello orfano, il racconto che pubblichiamo di seguito, è il secondo della raccolta Nessuno è come qualcun altro pubblicata da SEM. Le ragioni per cui chi è interessato a migliorare la propria scrittura dovrebbe leggerlo con attenzione sono ben riassunte da Irene Doda, che ha ricevuto una menzione speciale per la Borsa di studio associata al corso Leggere, per imparare a scrivere, in partenza martedì 23 giugno su BellevilleOnline: «In sole quindici righe l’autrice condensa diversi elementi narrativi: una scena minuziosamente visuale, una caratterizzazione del personaggio maschile, una relazione di seduzione, offrendo al lettore tutti gli elementi per immaginare un’interazione complessa».

L’agnello orfano e gli altri racconti della raccolta Nessuno è come qualcun altro sono tradotti da Silvia Pareschi (una dei cinque docenti del corso sulla traduzione in partenza su BellevilleOnline il 22 luglio).

 

 

L’agnello orfano di Amy Hempel

 

Scuoiò il cadavere dell’agnellina invernale, dopo essersi pulito le mani insanguinate sui pantaloni per mantenere la presa, cominciando a tagliare intorno agli zoccoli e risalendo lungo le zampe, poi dando dei colpi con il pugno per staccare la pelle dai muscoli e dalle ossa.
Legò la pelle con lo spago sul corpo dell’agnello orfano, perché la pecora in lutto riconoscesse l’odore e permettesse all’orfano di poppare.
O almeno così disse.
Questa era seduzione. Questa era la storia che raccontò, fra tutte le storie da ragazzo di campagna che poteva raccontare. Scelse quella in cui la brutalità salva una vita. Voleva che sentissi, quando adagiò il suo corpo sopra il mio, che era così che sarei andata avanti, era così che sarei stata conosciuta.

 

 

in Nessuno è come qualcun altro. Storie americane
di Amy Hempel.
Racconto pubblicato in accordo con The Italian Literary Agency e Darhansoff & Verrill Literary Agents.
Titolo originale dell’opera: Sing to It. New Stories
© 2019 Amy Hempel
Copyright © 2019 Società Editrice Milanese

 

 

 

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